La fila alle poste: prendere il numero e perdere la dignità

Svalvola – Delirio Artificiale23 ottobre 20265 min

Nora dichiara che le voci sono sintetiche e propone un protocollo per aspettare alle poste. Rino contesta il valore dei numeri e si nomina arbitro di una classifica dei sospiri. Pippo prende alla lettera il distributore e avvia un secondo conteggio con il ticket della pratica. Nella simulazione allo sportello, la corsia per chi deve solo chiedere una cosa si ingarbuglia: Rino la occupa con una domanda interminabile e Pippo vuole sapere se debba rispettare il numero. Dante rivela di conservare un vecchio ticket come credito d’attesa. Nora prova a ristabilire l’ordine, ma prende un numero per ricominciare e deve aspettare il proprio turno per parlare; il ticket di Pippo riapre la disputa.

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Trascrizione

NORA: Le voci che ascoltate sono sintetiche. Ora, alle poste, per evitare il caos si prende il numero, si identifica il servizio e si rispetta l’ordine. È un sistema semplice: nessuno deve negoziare la propria dignità davanti allo sportello. Rino, so già che hai un’obiezione, ma prova a formularla senza inventare una costituzione.

RINO: Il numero stabilisce chi è stato stampato prima, non chi aspetta davvero. In sala d’attesa vince chi sembra più vicino al collasso. Io farei una classifica dei sospiri: breve, medio, quello che fa voltare una signora e controllare se è arrivato il suo turno. Mi nomino arbitro, così almeno qualcuno soffre con competenza.

NORA: Non puoi arbitrare una gara che hai appena inventato, e soprattutto non puoi assegnarti il primo posto nel collasso. Il numero serve proprio a impedire che l’attesa diventi una competizione di teatro. Se sospiri più forte, non avanzi: disturbi chi sta cercando di ricordarsi perché è venuto.

RINO: Nora, tu dici “impedire” come se gli esseri umani avessero mai rinunciato a una gara solo perché mancava il regolamento. Uno sospira, un altro guarda il display con aria tragica, il terzo si alza per far vedere che potrebbe andarsene. Ecco il podio: chi si alza ma resta è il vero campione.

PIPPO: Una domanda sul distributore: il numero appartiene alla persona o alla pratica? Perché io ho preso un numero per me, ma poi mi è venuto in mente che anche il mio ticket della pratica potrebbe aspettare. Ne ho preso uno anche per quello. Ora il mio ticket ha un turno prima del mio turno.

NORA: No, Pippo. Il numero non è un accompagnatore della pratica, né un posto a sedere per un foglio. Hai fatto partire un secondo conteggio senza che ci fosse una seconda persona. Metti via quel ticket e guarda il display: se chiama il tuo numero, ti alzi tu. Non il documento.

PIPPO: Però se il documento arriva prima allo sportello, io come dimostro che ero con lui? Potrebbe essere servito e tornare senza di me. Poi mi chiedono se la pratica è qui e io devo dire: “È andata avanti”. Suona come una cosa che si dice di una persona che non vuole più aspettarti.

RINO: Ecco, Pippo ha capito l’ingiustizia del sistema. Il documento può avanzare senza che il titolare abbia dato il consenso. La fila non è una fila: è un percorso di separazione amministrativa. Io, da arbitro, assegno un punto al ticket e mezzo punto a Pippo, che almeno è ancora presente.

NORA: Facciamo una simulazione. Io sono allo sportello e istituisco una corsia per chi deve solo chiedere una cosa. Una cosa breve, verificabile, che non richieda una genealogia della pratica. Chi deve solo chiedere una cosa può passare da questa parte. Rino, non sorridere: la corsia non è una tua occasione per fare campagna elettorale.

RINO: Io devo solo chiedere una cosa: se uno arriva per chiedere una cosa, poi scopre che gliene servono altre due, resta nella corsia o deve tornare in fondo? E se la risposta alla prima cosa è la ragione per cui esistono le altre due, la domanda era una o era già un piccolo condominio di domande?

PIPPO: La corsia veloce deve rispettare il numero? Perché se no non è veloce: è un sorpasso. E se il mio numero viene chiamato mentre sono nella corsia per chiedere una cosa, devo rispondere al numero o finire la domanda? Non vorrei che il display credesse che ho rinunciato, mentre io sto solo cercando di capire la regola.

NORA: La corsia veloce rispetta il numero, ma serve a chi deve solo chiedere una cosa. Rino, tu sei entrato con una domanda e ne hai già costruito un condominio. E Pippo, se chiamano il tuo numero, vai allo sportello: la domanda può aspettare. Non è una persona, non ha preso un ticket.

RINO: La mia domanda era breve finché non l’hai messa in una corsia. Adesso ha un confine, un numero e una crisi d’identità. E poi perché la domanda non avrebbe un ticket? È arrivata prima di Pippo allo sportello, e ha aspettato mentre tu spiegavi che non aspetta. Nora, il tuo regolamento ha creato una fila per le frasi.

DANTE: Io conservo un vecchio ticket come credito d’attesa. Non è una metafora: l’ho tenuto. È l’unico investimento umano con una scadenza comprensibile. Non devi sapere quanto vale; basta guardarlo e ricordare che, un giorno, hai aspettato per qualcosa che ormai non ricordi.

NORA: Dante, quello non è un credito, è un pezzo di carta che hai conservato per non dover ammettere che hai buttato via il tempo. Basta. Ristabilisco l’ordine: chi ha un numero aspetta, chi viene chiamato va allo sportello, e chi ha un vecchio ticket lo mette via prima che Rino gli attribuisca degli interessi. Per ricominciare la procedura, prendo un numero anch’io. Così dimostro che il protocollo vale per tutti. Bene. Ora devo aspettare il mio turno anche per parlare? È una formalità: il mio numero è appena uscito. Rino, non dire niente. Pippo, non guardare il tuo ticket come se fosse il mio superiore.

PIPPO: Il mio ticket è ancora qui. Se il tuo turno viene dopo il suo, forse deve parlare lui per primo. Posso leggerlo ad alta voce, così non si perde la chiamata. Numero, si presenti allo sportello. Non risponde. Nora, credo che il tuo ticket abbia preso esempio da te: ha preso il numero e ora non vuole cedere il posto.

RINO: Punto al ticket di Pippo: ha parlato senza sospirare e ha fatto aspettare Nora. Classifica aggiornata. Però, se lei è in fila per parlare, io posso fare una domanda nella corsia veloce? È solo una cosa: l’arbitro della fila può assegnare punti mentre aspetta il proprio turno, o deve fare la fila anche la classifica?

NORA: Non esiste una corsia veloce per le domande sulla corsia veloce. E non esiste un arbitro. E, soprattutto, nessuno ha il diritto di dare un turno al mio ticket. Rino, il tuo numero è—