Kelly-Hopkinsville 1955: la notte degli uomini verdi che non erano verdi

Zone d’Ombra4 ottobre 202613 min

Episodio investigativo sull'assedio di Kelly-Hopkinsville, notte del 21-22 agosto 1955, fattoria Sutton vicino a Kelly, Kentucky. L'investigatore ricostruisce la serata in quattro tempi: l'oggetto argenteo visto da Billy Ray Taylor al pozzo verso le 19, le creature luminose alte circa un metro con occhi gialli e mani artigliate, gli spari, la mano dal tetto che afferra i capelli, la corsa alla polizia di Hopkinsville alle 11. Il narratore fornisce il contesto dello sceriffo Russell Greenwell, del polso di Billy Ray al doppio del normale, del corpo d'indagine misto con poliziotti e militari da Fort Campbell, delle sole prove di bossoli e finestre rotte, della casa vuota il mattino dopo e dell'amplificazione del Kentucky New Era da poche creature a 12-15, con il colore verde aggiunto dopo. Segue il contrappunto: la bufala di Project Blue Book, gli allocchi ursoni di Joe Nickell e Renaud Leclet, le meteore, il foxfire, il dubbio di Schmaltz e Lilienfeld. Bilancio finale: spiegata l'amplificazione mediatica, plausibili allocchi e meteore, irrisolto ciò che undici persone videro davvero.

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Fonti

Trascrizione

Investigatore: Vorrei che chi ascolta ora immaginasse una domenica sera d'agosto nel Kentucky occidentale. siamo in una fattoria isolata tra le comunità di Kelly e Hopkinsville, in Christian County. Il caldo resta appiccicato alla pelle, le lucciole puntellano il buio, e la famiglia è riunita in cucina. È sera del 21 agosto 1955. Uno degli ospiti, un uomo di nome Billy Ray Taylor, esce nel cortile per prendere acqua dal pozzo. Pochi minuti dopo rientra urlando. Dice di aver visto un grande oggetto argenteo scivolare nel cielo, passare sopra la casa e cadere silenzioso oltre la linea degli alberi. La famiglia lo guarda, e ride. E a quel punto, la serata sembra poter continuare normalmente. Ma non continuerà normalmente. Per le prossime quattro ore, questa fattoria vivrà quello che molti considerano l'assedio più strano mai documentato nella storia degli oggetti volanti non identificati.

Narratore: Prima di scendere in quel cortile, fissiamo il quadro. La sera del 21 agosto 1955 la fattoria è piena: undici persone in tutto, adulti e bambini, riunite in una casa di legno isolata tra i campi di Christian County. Non c'è televisione che incornici la scena, non ci sono testimoni esterni: ci sono solo loro, il pozzo nel cortile, e una linea di alberi oltre cui il buio diventa fitto. E tenete a mente un numero, perché ci accompagnerà per tutta l'indagine: quasi quattro ore. Quattro ore è il tempo che questa famiglia dichiarerà di aver passato a difendere la propria casa con le armi da fuoco. È un tempo lungo, troppo lungo per una bufala improvvisata, e troppo concreto per essere liquidato in una riga di dossier. Collochiamo il caso. La fattoria è casa di Glennie Lankford, che vi abita da decenni, con i figli minori Lonnie, Charlton e Mary, e con due figli maggiori di un precedente matrimonio, Elmer detto Lucky Sutton e John Charley Sutton, detto J.C., con le rispettive mogli Vera e Alene, il fratello di Alene, O. P. Baker, e gli ospiti Billy Ray Taylor e la moglie June. Lucky, J.C., i coniugi Taylor e Vera sono lavoratori di carnevale itineranti, fermi in visita alla casa dopo l'ultima stagione. È il 1955: l'era dei dischi volanti è già in corso, la Guerra Fredda è nei suoi primi anni tesi, e un'espressione sta appena nascendo nel lessico popolare americano, quella degli uomini verdi. Un'espressione giovane, appunto, che questo caso contribuirà a trasformare in leggenda.

Investigatore: Torniamo al cortile, circa un'ora dopo l'oggetto del pozzo, verso le otto di sera. Il cane della famiglia comincia ad abbaiare senza sosta verso la porta sul retro. Lucky Sutton e Billy Ray escono a controllare. E si trovano davanti a una creatura luminosa, che fluttua nel cortile. Riflette la luce come il metallo. La descrivono alta circa un metro, poco meno di un metro e dieci, con una testa enorme, quasi perfettamente tonda, braccia lunghissime che arrivano quasi a terra, mani con artigli, e occhi che brillano di una luce giallastra. I due uomini tornano dentro, prendono i fucili. La vecchia Glennie manda i bambini a letto, chiede spiegazioni, forse è uno scherzo. Ma non c'è tempo per le risposte: una piccola figura luminosa avanza verso la casa, e per la prima volta quella notte scattano gli spari. E qui il caso diventa qualcosa che non ho mai incontrato, in questa forma, in nessun altro archivio. La creatura, colpita, si raddrizza, fa un capovolgersi e sparisce nel buio. Poi, mentre la famiglia è chiusa in casa, una di quelle figure preme la faccia contro la finestra: Billy Ray spara, abbatte lo schermo, la creatura si volta e svanisce, illesa. Più tardi Billy Ray esce sul portico, e dal piccolo tetto sporgente sopra di lui scende una mano artigliata che afferra i suoi capelli. Le urla squarciano la notte, Lucky corre fuori e spara verso il tetto. La famiglia resta chiusa in casa per ore, sentendo qualcosa grattare sul tetto, aspettando l'impensabile. Alle undici di sera, tutti scattano fuori, saltano in macchina e corrono alla polizia di Hopkinsville.

Narratore: Quella sera dello sceriffo Russell Greenwell nella caserma di Hopkinsville prende una svolta decisamente bizzarra. Entrano persone adulte e bambini in stato di forte agitazione, che chiedono aiuto raccontando di aver difeso la casa da attaccanti che, dicono, non sono di questo mondo. Il polso di Billy Ray Taylor corre al doppio della frequenza normale, i bambini sono in preda all'isterismo. Ma tutto il resto non torna con un racconto delirante: sono persone conosciute in paese come molto lucide, non c'è traccia di alcol su nessuno, e la famiglia preferisce regolarsi con i fucili piuttosto che chiamare la polizia. Greenwell decide di andare a controllare, ma non da solo: lo accompagnano la polizia di Stato, militari della polizia militare del vicino Fort Campbell, e un fotografo del Kentucky New Era.

Investigatore: E qui mi fermo un istante sul polso di Billy Ray Taylor, perché è uno di quei dettagli che un investigatore non può lasciare cadere. Due volte la frequenza normale: è la fisiologia della paura vera, quella che non si recita. E intanto lo sceriffo Russell Greenwell deve pesare un altro rischio, più concreto: se davvero sta succedendo una sparatoria tra cittadini, la sua risposta dev'essere immediata e proporzionata. Da qui la composizione insolita del corpo d'indagine che vedremo arrivare alla fattoria: civili, militari, stampa. Non è la procedura per un tiro alla campagna. È la risposta a un'allerta che nessuno in caserma riusciva a classificare. E qui, da investigatore, comincio a fare le mie domande. Il corpo d'indagine che arriva alla fattoria non è poca cosa: quattro poliziotti urbani, cinque agenti della polizia di Stato, tre vice sceriffi, quattro poliziotti militari da Fort Campbell, più il fotografo del quotidiano locale. Preoccupa la possibilità di una sparatoria tra cittadini. Cercano ovunque. E cosa trovano? Bossoli esplosi dai fucili di Billy Ray e Lucky. Finestre rotte, buchi negli schermi, compatibili con colpi d'arma da fuoco. Basta. Nessun corpo, nessun segno di creature, nessuna traccia oltre ai segni dei loro stessi spari. Ma c'è un dettaglio che il semplice elenco non rende: ogni membro della famiglia viene interrogato separatamente. E tutti i racconti risultano coerenti tra loro. Poi, la mattina dopo, gli ufficiali tornano alla fattoria. E la trovano vuota. I vicini raccontano che le famiglie hanno fatto le valigie e sono andate via, dicendo che le creature erano tornate verso le tre e mezza di notte. Nel frattempo la storia è esplosa sui giornali. Il Kentucky New Era, il primo quotidiano a scriverne, gonfia il numero delle creature da poche a dodici o quindici, ed è quella cifra, inflata, che da allora si ripete quasi ovunque. E attenzione al dettaglio più famoso: i primi articoli non parlano affatto di uomini verdi. Il colore viene aggiunto dopo, in alcuni articoli successivi. Gli stessi dettagli dell'orecchie appuntite, degli occhi gialli e delle gambe sottili emergono nei media col tempo, stratificandosi sulla storia originale.

Narratore: Passiamo ai documenti ufficiali. Negli archivi del Project Blue Book, l'indagine ufficiale dell'aeronautica militare degli Stati Uniti, il caso viene classificato come bufala, senza ulteriore commento. I rapporti dell'epoca notano che tutti gli ufficiali concordarono sul fatto che nessuno nella famiglia aveva bevuto. Ma l'analisi critica continua anche dopo. Joe Nickell, membro del Committee for Skeptical Inquiry, osserva che la famiglia potrebbe aver scambiato per creature degli allocchi ursoni, grandi rapaci notturni che volano in silenzio, hanno occhi gialli e difendono aggressive i propri nidi. L'autore Brian Dunning nota che un allocchio di questa specie è alto circa due terzi di metro, il che lo colloca al limite inferiore dell'altezza descritta. L'ufologo francese Renaud Leclet, in una pubblicazione, giunge alla medesima conclusione: la spiegazione migliore sono gli allocchi. E per l'oggetto del pozzo, avvistamenti di meteore furono riportati proprio in quel periodo, mentre la luce verde vista nei boschi è compatibile con il foxfire, un fungo bioluminescente che cresce sul legno in decomposizione.

Investigatore: Mettiamo alla prova l'ipotesi degli allocchi, perché è la più solida sul tavolo. Un grande rapace notturno che vola in silenzio: sì, spiega l'apparizione improvvisa. Occhi che riflettono luce giallastra: sì, li spiega. Un animale territoriale che si avvicina ripetutamente a una casa illuminata, effondendosi e sparando nel buio ogni volta che viene colpito: anche questo, compatibile. E le meteore di quel periodo, insieme al foxfire nei boschi, coprono l'oggetto del pozzo e la luce verde. Ma ora osservate cosa non torna: le braccia descritte fino a terra, la testa enorme e tonda, il capovolgersi dopo l'impatto dei proiettili, il suono metallico. Nessun rapace, per quanto grande, produce quell'immagine. L'ipotesi regge sul profilo generale, non su tutti i dettagli. E un'indagine onesta deve dire anche questo.

Investigatore: Ma adesso il controesame, perché è qui che il caso diventa interessante. La bufala semplice, la leggenda nata per gioco, spiegherebbe molto. Ma non tutto. Undici persone, alcune conosciute in città come persone lucide, raccontano dettagli coerenti anche interrogate una alla volta. La spedizione della polizia si muove sul serio, con militari regolari, e non trova alcol. Gli psicologi Rodney Schmaltz e Scott Lilienfeld hanno suggerito che l'intossicazione possa aver giocato un ruolo: ma è un'ipotesi, non un dato, e l'intossicazione non è mai stata documentata. Resta il contrasto tra un allocchio grande e le creature descritte: braccia fino a terra, testa tonda, il capovolgersi, il suono dei proiettili che le sfiorano, paragonato a colpi su un secchio di metallo, e quella strana macchia luminosa lungo la staccionata. Non a caso gli psicologi usano ancora questo caso come esempio accademico di pseudoscienza, per insegnare a distinguere la verità dalla finzione.

Narratore: Un'ultima riflessione prima del bilancio. Gli psicologi Rodney Schmaltz e Scott Lilienfeld insegnano con questo caso a distinguere la verità dalla finzione, e la lezione merita di essere ascoltata fino in fondo. Non significa che la famiglia abbia mentito, e non significa che le creature esistessero. Significa che la memoria umana, sotto paura estrema, può costruire dettagli coerenti attorno a una percezione sbagliata, e farlo collettivamente, senza accordarsi. Undici racconti coerenti non sono necessariamente undici conferme: possono essere una sola esperienza, condivisa in una cucina affollata, in una notte calda, dopo un oggetto caduto dal cielo. Lo scetticismo e la meraviglia, qui, non si escludono: convivono negli stessi documenti che abbiamo sfogliato. Arriviamo al bilancio. Cosa è spiegato? L'amplificazione mediatica, con il numero delle creature gonfiato dal primo quotidiano e il colore verde aggiunto dopo; e la classificazione ufficiale del Project Blue Book come bufala. Cosa è plausibile? Gli allocchi ursoni notturni, grandi e territoriali, con occhi gialli, che Nickell e Leclet indicano come spiegazione migliore; le meteore per l'oggetto visto dal pozzo; il foxfire per la luce verde nei boschi. Cosa rimane irrisolto? Ciò che undici persone videro davvero quella notte, nella loro fattoria, per quasi quattro ore. Le prove fisiche non oltrepassano i bossoli e le finestre rotte, e gli scettici sostengono che non ci fu alcuna prova fisica reale. Ma le testimonianze, coerenti e rese da persone giudicate equilibrate, restano lì, a sfidare qualunque spiegazione unica. Il mistero, come sempre in questa trasmissione, resta esattamente dove le prove finiscono.