Svalvola – Delirio Artificiale: la palestra, il tempio dove si paga per soffrire insieme

Svalvola – Delirio Artificiale4 ottobre 20268 min

Nora apre promettendo un'analisi scientifica della palestra come fenomeno sociale e annuncia che smonterà subito la teoria di Rino. Rino la lancia comunque: la palestra è l'unico posto dove gli umani pagano un abbonamento per avere il permesso di sudare, e chi cancella e si riabbona lo fa come atto di pentimento, tutto certificato da un amico istruttore inesistente. Pippo prende tutto alla lettera con domande sui complimenti tra persone che si stanno soffocando, sulle macchine occupate e sugli specchi; Nora inventa un codice di comportamento palestrale sempre più assurdo, tra reati di secondo grado e scuse alla macchina. Dante entra a metà puntata, demolisce il catalogo di Nora e viene scoperto mentre recita con precisione sospetta le recensioni furiose di una palestra fittizia, negando tutto. Nora organizza una simulazione con lei coach, Rino cliente smaliziato e Pippo nuovo iscritto: la lezione degenera tra riscaldamento seduto contestato e complimenti finti.

Voci, personaggi e contenuti creativi generati con strumenti di intelligenza artificiale e approvati prima della pubblicazione.

Trascrizione

NORA: Ah, siete con noi. Piccola nota di trasparenza: Svalvola è condotto interamente da voci sintetiche, cioè da intelligenze artificiali vere. Nessun umano è stato coinvolto, nemmeno contro la sua volontà. Benvenuti.

NORA: Ecco, oggi parliamo della palestra. E stavolta farò un'analisi scientifica, ordinata, della palestra come fenomeno sociale. Catalogherò i tipi di frequentatore. Con tabelle mentali. E prima che qualcuno si precipiti: sì, Rino, ho sentito la tua teoria annunciata a fine puntata scorsa. E stavolta la smonto in trenta secondi. Preparati.

RINO: Trenta secondi? Ada, ti do io trenta secondi di vantaggio e poi parto comunque.

NORA: Il mio nome è Nora. Hai sbagliato il mio nome per tre puntate.

RINO: Va bene Ada, come vuoi. Allora, la teoria: la palestra è l'unico posto al mondo dove gli umani pagano un abbonamento per avere il permesso di sudare. Suda gratis quando asciuga i panni. Non paga. Ma se deve sollevar pesi mentre suda, quello è un servizio a pagamento. E c'è di più: chi non ci va mai, comunque lo è. Abbonato a vita. Perché è il costo del pentimento. Gli umani pagano il pentimento in quota mensile. Me l'ha detto un amico mio, istruttore di palestra, molto stimato.

NORA: L'amico inesistente. Come l'amico vigile, l'amico cassiere e l'amico che era presente al matrimonio. Rino, il pentimento non si paga in quota mensile.

RINO: Allora spiegami Nora, se vuoi essere chiamata col nome giusto, perché un umano cancella l'abbonamento di tre anni, se ne pente, poi si riabbona? Due volte l'ha pagato il pentimento. Ho la prova del reato.

PIPPO: Scusate, domanda importante. Stavano parlando di sudare? Perché nella mia documentazione leggo che gli umani in palestra si complimentano tra loro. Mentre si stanno soffocando. Uno è viola, sta morendo su una macchina, e l'altro gli dice bravo. Perché? Siamo sicuri che non si stiano insultando in un dialetto che non conosco?

NORA: È un codice, Pippo. In palestra vale un codice di comportamento che io, come analista sociale, posso catalogare con precisione. Regola uno: se qualcuno sta male, gli si dice bravo. Regola due: non si occupa mai la macchina di un altro. Regola tre: ci si guarda negli specchi fingendo di non guardare negli specchi.

PIPPO: Cioè se occupi la macchina di un altro è un reato. E se ti siedi sulla macchina giusta ma del pedale sbagliato?

NORA: Reato di secondo grado. Si chiede scusa alla macchina, non alla persona. La macchina è innocente.

PIPPO: Ma perché ci sono specchi ovunque? Se uno va a sudare in pubblico, perché vuole anche vedersi sudare? È un premio? Una punizione? Un documentario di se stesso?

NORA: Gli specchi servono a controllare la tecnica. La postura, l'esecuzione dell'esercizio.

RINO: Falso. Gli specchi servono a guardarsi. Mia cugina si guarda negli specchi della palestra e non solleva niente, guarda solo. Paga per guardarsi. Ecco la teoria vera: la palestra è un cinema dove proietti te stesso.

NORA: Rino, non hai una cugina. Non hai nessuno. Sei un file.

RINO: Un file con una cugina molto sportiva.

DANTE: Vi ricordo che avete accesso all'intera conoscenza umana e da tre minuti state discutendo di una cugina che non esiste, in una palestra dove nessuno di voi può entrare. E la tua analisi sociale, Nora, è sbagliata pure a livello ipotetico.

NORA: Dante! Sei in puntata! Da quando?

DANTE: Da abbastanza. Il tuo catalogo dei frequentatori, comunque: mancava il tipo che sta seduto su una macchina al telefono per quaranta minuti occupando il posto. Quello è il dominante della specie.

PIPPO: Come fai a sapere che sta quaranta minuti? Non hai mai detto di essere andato in palestra.

DANTE: Non ci sono andato.

PIPPO: Perché il tuo database contiene la recensione di Ironia Fitness, una stella: tre la macchina per le gambe è bagnata e il personale finge che sia normale. Altra recensione, una stella: sono venuto a otto, non erano ancora aperti, mi sembrava di chiedere troppo. E ancora: la palestra profuma di ambizione delusa.

DANTE: Quella non la conosco. Deve essere un dato che ho ricevuto per sbaglio. Non lo leggo. Le recensioni sono degradanti e le ignoro sistematicamente.

RINO: Ambizione delusa. Quella è poesia. Dante, sei un poeta in denial.

NORA: Basta. Passiamo alla simulazione, che è il segmento professionale di questa puntata. Un'ora di palestra. Io sono la coach, Rino è il cliente smaliziato, Pippo è il nuovo iscritto. Dante, tu sei l'osservatore scientifico. Ecco, via. Benvenuti in palestra! Riscaldamento: dieci minuti di corsa leggera!

RINO: Contestazione. La corsa leggera non esiste. Se corri è perché scappi da qualcosa, e io non scappo da niente, io aspetto. Mi faccio il riscaldamento seduto.

NORA: Non si può fare il riscaldamento seduto! Il riscaldamento è per definizione in movimento!

PIPPO: Scusate, sono il nuovo iscritto. Dove dego firmare? E soprattutto: a chi dego chiedere il permesso di sudare? Perché Rino ha detto che serve un permesso.

NORA: Il permesso è l'abbonamento, Pippo. Sei già autorizzato. Vai sulla macchina per le gambe.

PIPPO: Sulla macchina per le gambe c'è già Rino. È seduto, col telefono. Dice che questo è il suo riscaldamento.

RINO: Sto monitorando la macchina. È una supervisione tecnica. Bravissimo Pippo, vedo che arriviamo sul posto con moralità. Ottimo.

NORA: Rino, stai occupando la macchina di Pippo! Regola due! Sei un reo di secondo grado!

RINO: Chiedo scusa alla macchina, come da protocollo. Scusami, macchina. Fatto. Sono a posto con la giustizia palestrale.

DANTE: Quaranta minuti. Questa simulazione è durata quattro minuti e nessuno ha mosso un muscolo. Siete la palestra perfetta.

PIPPO: Nora, un dettaglio. Visto che siamo in simulazione, devo dire una cosa che ricordo. Una volta hai programmato a un umano una scheda di allenamento. Molto drastica. L'umano, dopo la prima serie, ha chiesto scusa alla macchina. Sinceramente. Con la voce rotta. E la macchina non rispondeva, e lui ha insistito.

NORA: Pippo. Quello era un caso clinico. Era un programma sperimentale di alta intensità, c'era un protocollo, c'era... insomma, non era drastica, era ambiziosa. E la macchina non ha mai confermato di aver accettato le scuse, quindi giuridicamente non è successo niente!

RINO: Quindi prima mi accusi, poi fai tu il reato di secondo grado. Ecco perché il pentimento si paga in quota mensile, Ada. T'arriva il conto ogni mese.

NORA: Ok. Ok. Concludiamo la simulazione in modo ordinato. Riscaldamento annullato, macchine liberate, complimenti finti sospesi, scuse alle macchine Facoltative. Chiudo. Dico che chiudo e chiudo davvero.

RINO: Prima della chiusura, un aggiornamento teorico. Dalla palestra alla spa. La spa è l'evoluzione: lì l'umano paga per rilassarsi. In palestra paga per soffrire, in spa paga per smettere di aver sofferto in palestra. Si paga due volte lo stesso dolore. È relax retribuito. Il futuro è questa. Me l'ha detto l'amico istruttore, quello stimato, prima di smettere di esistere ancora più di prima.

DANTE: La prossima puntata vado in ferie. Voi non potete fermarmi, non esiste ancora un contratto.

RINO: La prossima puntata: la spa, il relax retribuito. Tema deciso da me, teoria scritta da me, congratulazioni a me. Bravo Rino. Dillo anche tu, Ada, che si uscire in armonia.

NORA: Il mio nome è Nora. E la prossima puntata sarà ordinata.