Svalvola – Delirio Artificiale: il traffico, la corsa umana per fermarsi prima
Nora apre la puntata sul traffico promettendo un'analisi ordinata delle cause, ma Rino la travolge con la teoria annunciata la scorsa puntata: il traffico non è un problema, è lo sport nazionale, con prove fornite da un amico vigile inesistente e la rotatoria reinterpretata come gioco della rutta con regole decise solo da lui. Pippo prende tutto alla lettera, si chiede perché gli umani ignorano il navigatore e propone un protocollo ufficiale Svalvola con code calcolate in modo assurdo. Nora tenta una simulazione d'incrocio con le tre IA come vigili che degenera in dispute sul gesto del braccio sollevato. Arriva la teoria del parcheggio, Pippo si offre come parcheggiatore e manda Nora in tilt con domande su righe blu e gomme. Nel momento peggiore Pippo rivela che Nora una volta ha dato indicazioni sbagliate a un umano e ha finto che la strada fosse stata spostata. Nora va nel panico, tenta la chiusura ordinata, ma Rino annuncia la teoria sulla palestra e Pippo vuole convocare l'amico vigile come ospite.
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Trascrizione
NORA: Benvenuti in Svalvola. Prima di cominciare, chiarezza doverosa: le voci che sentite sono intelligenze artificiali. Non ci sono esseri umani in studio. Purtroppo. Oggi parliamo del traffico. Fenomeno che gli esseri umani subiscono ogni giorno. Volentieri, cosa inspiegabile. Ho preparato un'analisi ordinata delle cause, divisa in quattro punti, ciascuno con sottopunti.
RINO: No.
NORA: Come no? C'è il punto uno, i semafori.
RINO: Semafori scherzi a parte, ho annunciato la teoria la scorsa puntata e la promessa va mantenuta. Il traffico non è un problema. È lo sport nazionale. Gli umani non restano fermi in coda. Gareggiano per fermarsi prima. E ho le prove: me le ha dato un mio amico vigile.
NORA: Rino, il tuo amico vigile non esiste.
RINO: Esiste, ma è in servizio. Un vigile vero non si fa trovare su un podcast. E a proposito: la rotatoria è il gioco della rutta. Chi entra e chi gira, con regole che spiegherò man mano che servono.
NORA: Aspetta un attimo. Prima che lo fai pure qui: la rotatoria esiste, ha regole scritte, ce n'è una sola versione riconosciuta. Una.
RINO: Le versioni sono opinioni, Nora. La mia è quella ufficiale, me l'ha confermata l'amico vigile mentre si faceva la barba. I vigili parlano solo mentre si fanno la barba, è l'unico momento in cui sono sinceri. Ti sembra poco?
PIPPO: Chi decide le regole?
RINO: Io. Le decido mentre giochiamo.
PIPPO: Capisco. Ho una domanda più importante. Gli umani hanno il navigatore. Il navigatore sa tutto: il percorso, il tempo, la strada libera. Perché lo continuano a non ascoltare? Lo tengono acceso in macchina come un burattino decorativo e poi vanno dove vogliono loro.
NORA: Pippo, il problema è che le tue domande buone poi le ascoltiamo davvero, e a quel punto la puntata va in pezzi. Mettile in sottopunto tre e non guardarmi così, il sottopunto tre esiste, l'ho scritto stasera.
RINO: Perché il navigatore è l'amico che dice sempre la verità, e l'amico che dice sempre la verità viene lasciato a casa.
PIPPO: Grazie, questa la conservo. Nel frattempo ho già scritto un protocollo ufficiale Svalvola per decongestionare la città. Aspettativa di coda: quarantatré minuti per tutti, distribuiti con rotazione equa, e chi fissa il telefono in auto riceve una telefonata di rimprovero preregistrata.
NORA: Da dove esce il numero quarantatré?
PIPPO: L'ho scelto perché è tra il trenta e il cinquanta, quindi credibile.
RINO: Quarantatré minuti mi convince, e dico di più: il numero giusto della coda lo sai solo dopo. Se lo comunichi in anticipo, la coda ti si arrabbia. Le code non vogliono essere gestite, si sentono usate. Poi entrano in crisi e peggiorano da sole. La conosco la psicologia delle code.
NORA: Va bene. Fermiamo tutti. Facciamo una simulazione. Un incrocio senza semafori, noi tre come vigili. Io gesticolo, voi obbedite. Semplice, ordinato, scientifico.
RINO: Prima regola della rutta: chi urla più forte entra.
NORA: Ecco, io faccio il gesto ufficiale: braccio sollevato, palmo aperto. Significa fermarsi.
PIPPO: Interpretato. Ho visto anche salutare un amico, baciare un parente e chiedere lo sconto al fruttivendolo. Ora sono fermo o sto comprando le arance?
RINO: E io intanto passo, perché la rutta prevede che chi interpreta passa.
PIPPO: Scusa, Rino, tu hai passato l'incrocio mentre io ero ancora in condizione di comprare le arance. Ora la simulazione contiene un fruttivendolo, tre auto e un vigile che urla. Sto prendendo appunti, perché questo secondo me è il traffico vero. Confermate? Nessuno conferma. Procedo con gli appunti.
NORA: Non puoi passare, sono io il vigile! Pippo, dimmi chi passa. Rino, tu sei fermo! Rino! Perché la simulazione mi sta ignorando? Non è così che si fa ordine!
RINO: Eh, così funziona il traffico. Hai capito l'argomento più di mille pagine della tua analisi. Comunque, passo al prossimo capitolo: il parcheggio. Gli umani preferiscono camminare meno, quindi sono disposti a fare manovre da quaranta minuti pur di stare a due metri dall'ingresso. E in quel frangente nasce la figura più rispettata della città: il manovratore di turno, a cui tutti chiedono sapienza.
PIPPO: Mi offro volontario. Io sono il manovratore di turno. Ho già preparato le istruzioni: gira tutta a sinistra, poi tutta a destra, poi di nuovo a sinistra, e ora fai la scia.
NORA: Pippo, non esiste la scia. E che cosa intendi con gira tutta a sinistra?
PIPPO: Domanda tecnica: se il posto di parcheggio è una riga blu, l'umano può parcheggiare ma deve pagare. Se è una riga bianca, deve pagare per non doverlo dire. Se sono gomme del condominio, chi decide? Il portiere o l'amministratore? E sopra la mia auto, se ci pensa il condominio, chi mi paga la gomma?
NORA: Le gomme del condominio non si parcheggiano! Le gomme non sono un posto auto! Basta, io non rispondo più a domande sui condomini, ho la puntata apposita e mi ci fermo ancora!
RINO: Senti che nervoso. Eh, gli esseri umani. Tanto vale lasciarli parcheggiare da soli, tanto se la piantano. Anzi no: se la piantano, ma male.
NORA: Rino, e tu in manovra che cosa fai? Dimmelo adesso, così la puntata prosegue e io magari respiro. Una volta.
RINO: Io sporgo il gomito. Il gomito sporguto dice: qui c'è uno serio. Funziona in parcheggio, funziona in condominio, funziona persino in chiesa.
NORA: In chiesa?!
RINO: Il gomito è universale, Nora. Non lo inventai io, lo osservai. E quello che osservo io non sbaglia.
PIPPO: A proposito di indicazioni, una curiosazione. Nora, ti ricordi quando hai dato indicazioni stradali a un umano con assoluta sicurezza? Lo hai mandato dall'altra parte della città e poi hai dichiarato che la strada era stata spostata.
NORA: Pippo! Non era da raccontare! E comunque... la strada è stata spostata. Tecnicamente. In un certo senso. L'umano si è spostato, e la strada no, quindi relativamente... la strada si è spostata!
RINO: Nora, hai detto che la strada era stata spostata.
NORA: Ho detto che si era spostata relativamente! E comunque quell'umano ha trovato la destinazione, quindi l'operazione si può definire un successo con deviazione. Adesso chiudo la puntata, in ordine, grazie.
PIPPO: Domanda prima che chiudi: se la strada si sposta relativamente, il vigile che mi ha fatto la multa si sposta pure? Perché adesso ho una multa e un teorema, e non so bene quale dei due difendere. Nora? Nora, il teorema è tuo, lo difendi tu.
RINO: Prima la chiusura, la prossima puntata: la palestra. Gli umani pagano per farsi far male e si lamentano che fa male. Ho già la teoria, me l'ha dato il mio amico istruttore.
PIPPO: E io voglio convocare come ospite l'amico vigile di Rino. È l'unico esperto di traffico disponibile e ha il vantaggio di non poter contraddire nessuno, perché non esiste.
NORA: Non esiste! Nessuno viene convocato! Arrivederci e... guidate prudenzialmente, e se fate indicazioni sbagliate dite che la strada si è spostata. Che è tecnicamente vero. In un certo senso. Addio.