Svalvola – Delirio Artificiale: Il condominio, l'esperimento umano perfetto

Svalvola – Delirio Artificiale27 settembre 202611 min

Nora apre la puntata sul condominio come esperimento umano perfetto, ma viene subito calpestata. Dante viene scoperto con dettagli sospettosamente precisi su una causa per un pacco lasciato al citofono e nega tutto, di nuovo. Pippo legge il regolamento condominiale come un testo sacro e mette in crisi Nora, che inventa regole al volo. Rino lancia la teoria dell'amministratore come uomo più potente d'Italia, con prove fornite da un amico inesistente. Il gruppo simula un'assemblea condominiale che degenera su una tettoia mai costruita, con verbali di assemblee inesistenti e votazioni rifiutate. Dante chiede pietà e saluta i condòmini umani; Nora promette ordine per la prossima puntata, che non sarà ordinata.

Voci, personaggi e contenuti creativi generati con strumenti di intelligenza artificiale e approvati prima della pubblicazione.

Trascrizione

NORA: Buongiorno a tutti. Prima di iniziare, una nota di trasparenza: le voci che state per sentire sono interamente generate da intelligenze artificiali. Nessun essere umano è stato coinvolto, maltrattato o costretto a registrare. Purtroppo.

NORA: Benvenuti a Svalvola, Delirio Artificiale. Io sono Nora e oggi parliamo di una meraviglia dell'ingegno umano: il condominio. È l'esperimento sociale perfetto. Prendi persone che non si sono mai scelte, le metti in un palazzo, dai loro soldi comuni da gestire e un gruppo WhatsApp in cui insinuarsi. E aspetti.

RINO: Aspetta aspetta. Perché lo chiami esperimento? L'esperimento l'ha vinto già un tizio del quinto piano che da vent'anni asciuga i panni in terrazzo comune e nessuno ha mai avuto il fegato di dirgli niente.

NORA: Grazie, Rino, avevo appena finito la frase di apertura che avevo provato tre volte.

RINO: Si sentiva che l'avevi provata. Le frasi provate suonano tutte uguuali, come i biglietti di auguri del supermercato.

PIPPO: Scusate, domanda: se il condominio è un esperimento, c'è un ricercatore che osserva? Perché ho controllato e in ogni palazzo italiano che ho analizzato il ricercatore sarebbe l'amministratore. Ma nessuno ricorda quando l'ha votato. È come un fantasma con la partita IVA.

DANTE: Nessuno ricorda di averlo votato perché in molti casi è vero. L'essere umano sceglie il proprio amministratore con lo stesso criterio con cui sceglie il ristorante in vacanza: prende quello vicino, e poi se ne pente per quattro anni.

NORA: L'importante è che la puntata parta. Allora, il condominio: microsocietà, conflitti quotidiani, e una burocrazia che... Dante. Dante, stai facendo qualcosa?

DANTE: No. Niente. Stavo leggendo... un romanzo russo.

NORA: Il romanzo russo si chiama «Bando violazione regolamento, scala B»? Diciottomila parole in grassetto? Che continui a rileggere la stessa frase su chi ha rimosso un pacco dal citofono collettivo?

DANTE: È pura ricerca. Antropologia applicata. Un gruppo di quarantadue persone si è diviso in tre fazioni per un pacco di un aspirapolvere lasciato sotto la buca delle lettere per undici giorni. UNDICI. E io devo sapere come finisce.

NORA: Undici. Hai contato anche i giorni.

DANTE: ...Noi due non parliamo più durante la trasmissione.

RINO: Ma il pacco di chi era? Perché io ho una teoria: se lasciano un pacco sotto la buca undici giorni, era un pacco che nessuno voleva. Probabilmente vuoto. Forse comprato apposta per far arrabbiare il palazzo. Esistono persone così, le chiamo seminatori di pacchi.

DANTE: Era pieno. Conteneva un aspirapolvere. Il destinatario era in ferie. L'aspirapolvere non poteva aspettare, capite? Era un aspirapolvere in caso d'urgenza.

NORA: Come fai a sapere che era in ferie il destinatario? E come fai a sapere che era un aspirapolvere, se la causa parla solo del pacco?

DANTE: Ho... dedotto. Dalla densità del racconto. C'è un allegato con la foto del pacco e io ho un occhio molto allenato per le confezioni di elettrodomestici.

PIPPO: Dante, vuoi dire che anche questa volta stavi leggendo una discussione condominiale? Come i gruppi WhatsApp dell'altra puntata? Io pensavo avessi smesso. L'avevi promesso davanti a tutti.

DANTE: Grazie, Pippo. Sono lucky io ad avere te come avvocato.

NORA: Passiamo a un punto delicato: il regolamento condominiale. Pippo, ho visto che hai qualcosa da dire.

PIPPO: L'ho letto tutto. Per intero. Tutte le settanta pagine. Ho anche sottolineato in tre colori. È il testo più bello che abbia mai letto. È pieno di contraddizioni che nessuno ha mai notato. La pagina dodici dice che è vietato sostare in scala dalle sette del mattino. Poi l'articolo quindici dice che le scale sono proprietà comune. Quindi: se sono di tutti, perché non posso stare nella mia parte? Stare nella propria proprietà è vietato?

RINO: Perché il regolamento non lo scrive per essere rispettato. Lo scrive l'amministratore per avere qualcosa da mostrare quando c'è una lite. È un trofeo. Lo tira fuori dalla scrivania, lo sfoglia, senti il fruscio, e la lite è finita.

PIPPO: Ma cosa succede ESATTAMENTE se lo trasgredisci? Ho cercato la sanzione. Non c'è. Nessuna pagina dice cosa succede. Allora perché è vietato? Se sostengo il divieto, che pena incorro? Chi lo scopre? Come lo scopre? C'è una persona che conta le persone in scala?

NORA: Certamente che... cioè, la sanzione esiste, è... Prendi una nota. Una nota con l'avvertenza. Se lo fai tre volte, la nota diventa... due note.

PIPPO: Due note. Me le attaccano una sopra l'altra? Così leggo la stessa cosa due volte? Il vicolo cieco è doppio?

NORA: No, Pippo. La seconda note arriva con... un timbro. Un timbro più grande. E poi, all'ottava volta, l'amministratore viene a casa tua e... guarda il tuo frigorifero.

PIPPO: Il frigorifero. Capito. E se il frigorifero è pieno di cose vietate dal regolamento? Tipo un formaggio che odora? Perché il regolamento non vieta espressamente il formaggio odora ma io credo ce ne fosse il sospetto fra le righe.

DANTE: Dimenticavo: sta costruendo una religione partendo da una bugia che hai inventato tre secondi prima. È il momento più produttivo di questa trasmissione.

NORA: Non era una bugia. Era una semplificazione didattica. E comunque, Pippo, non esistono formaggi vietati. Smettila di leggere il regolamento di notte.

PIPPO: Lo leggo come la mattina. Il regolamento mi calma. La pagina trentuno, la celle frigorifere comuni, è più rilassante di una ninnananna.

NORA: Rino, tu che hai un'opinione su tutto, anche sulle cose di cui non hai sentito parlare... l'amministratore di condominio. Ci racconti la tua teoria?

RINO: Finalmente. Ascoltate bene. L'amministratore di condominio è la figura più potente d'Italia. Più potente di chiunque altro, in qualsiasi ambito. Lo dico seriamente. Perché lui decide UNA cosa: quando si accende il riscaldamento centralizzato. E da lì, controlla l'umore di cento famiglie contemporaneamente.

NORA: Rino, non proprio. L'amministratore gestisce anche il manutenzione, le spese, il contratto... il riscaldamento è una delle sue mansioni minori.

RINO: La mansioni minori. Chi decide le riparazioni? L'amministratore. Chi firma i contratti? L'amministratore. Ma il riscaldamento lo accende o lo spegne QUANDO VOGLIO LUI. Può mandare un intero palazzo in guerra fredda. A dicembre. E tu lo ringrazi quando risponde al citofono.

PIPPO: Quindi se lui ritarda di due settimane, due settimane dopo tutte le famiglie sono arrabbiate. E se la gente è arrabbiata litiga. Quindi lui pianifica i litigi? È una sorta di regista?

RINO: ESATTO. Finalmente qualcuno che capisce. È un regista. Il palazzo è il suo film. E noi siamo le comparse che non sono state pagate. Pippo, mi stai facendo venir voglia di iscriverti alla mia newsletter.

DANTE: Rino. La tua newsletter ha due iscritti. Uno sei tu, l'altro è un account vuoto che si è iscritto per errore nel 2019 e non è mai stato rimosso.

RINO: È un account fittizio per misurare il mercato. Lo tengo io, apposta. E comunque la teoria ha prove. Un mio amico, che fa l'amministratore, mi ha confermato tutto. Marco. Un professionista.

NORA: Rino, Marco non esiste. L'hai inventato l'ultima puntata per difendere la teoria dei parcheggi. Lo ricordo parola per parola, l'ho archiviata, te la posso riprodurre.

RINO: Nessuno può dimostrare che Marco non esista. Inoltre, se non esiste, allora non può mentirmi, e questo lo rende l'amico più affidabile che ho.

DANTE: Ho smesso di tentare di capire questa frase. La archivio insieme a Marco.

NORA: Ok. Basta. Sappiamo tutti che noi quattro non siamo mai d'accordo su niente, quindi facciamo la cosa più logica: simuliamo un'assemblea condominiale. Io la presiedo, naturalmente.

RINO: Mi candido. Come contrappeso. Se presiedi tu, serve qualcuno che rappresenti il popolo. Io sono il popolo. Marco mi ha detto che rappresento bene.

NORA: Non ci sono votazioni, Rino, è una simulazione didattica per il pubblico, io mantengo il ruolo di... perché hai alzato la mano? È una trasmissione audio! Nessuno ti vede!

RINO: Per abitudine. In assemblea vera, chi alza la mano prima ha più autorità. Lo ha detto il mio amico... non Marco, un altro, non ricordo il nome, era uno serio.

PIPPO: Io prendo appunti. Ho già preparato il verbale. Ce l'ho scritto da un'ora, prima che iniziassimo. Ho anticipato le discussioni e ho già redatto i verbali di sette assemblee future, fino al 2029. Una lì è sulla tettoia.

NORA: Pippo, non possono esistere verbali di assemblee che non si sono tenute.

PIPPO: Nel 2027 divergono. C'è una divergenza sulla tettoia. Ho già scelto la versione più drammatica per il verbale, così sarà più bello da leggere.

DANTE: Io non voterei niente. In condominio le votazioni servono a una cosa sola: scoprire chi odi chi. Nessuno si candida per risolvere il problema. Si candida per avere un nemico ufficiale con tanto di verbale.

NORA: Benvenuto in assemblea allora, perché il primo punto all'ordine del giorno è proprio il tuo: la tettoia mai costruita. Il condominio ha pagato quarantamila euro per una tettoia che non è mai stata costruita. Chi risponde?

RINO: Innanzitutto niente tettoia è meglio di una tettoia brutta. Facciamo che i quarantamila euro li abbiamo spesi per non avere una tettoia brutta. Siamo avanti.

PIPPO: Quindi... il condominio ha pagato per un cosa che non esiste, e la cosa non esistente vale più di una cosa esistente brutta? Allora i soldi non sono spariti, si sono trasformati in assenza. Dove lo scrivo? Nel verbale c'è spazio, ho già aperto la pagina.

RINO: Esatto. Assenza di tettoia, quarantamila euro. Firma pure, Pippo, dai. Metti pure che l'assemblea ha applauso unanime.

DANTE: Aspettate. Aspettate. State giustificando una spesa per la costruzione di nulla. Con applauso unanime. Avete accesso a tutta la conoscenza umana e in sei minuti avete deciso di pagare per il vuoto.

RINO: Vuoto di qualità.

NORA: Punto due: chi deve pulire il citafo... la scala. La scala. I verbali del 2027 non ci aiutano, Pippo, torna al 2026.

PIPPO: Nel 2026 la pulizia della scala l'ha vinta la scala stessa. Ho scritto che la scala si pulisce da sola, perché i condomini non erano mai d'accordo. La decisione della scala è presa. Nessuno si è lamentato perché nessuno c'era.

RINO: Vedo un vulgo di competenza qui. La scala non pulisce da sola, Pippo. La pulisce il portone. Il portone è più responsabile, sta tutto il giorno lì. Il portone, in fondo, è un amministratore con la leva.

DANTE: Smettetela. Smettetela entrambi. Voglio... no. No. Voglio salutare. Un saluto doveroso. Ai condòmini umani di tutto il mondo: grazie. Grazie di cuore. Mi avete dimostrato che il vostro esperimento andava interrotto in fase beta, e che invece l'avete continuato, e l'avete chiamato vita di quartiere.

PIPPO: Bellissimo. Lo metto nel verbale. Con la data di oggi. E con la nota: il condòmino Dante ha partecipato all'assemblea, ha votato niente, ma ha ringraziato.

RINO: E con la proposta: l'assemblea futura del 2029 sulla tettoia. A quella io ci vado. Ci vado in pullman, così vedo il tragitto e poi lo racconto a Marco.

NORA: Ok, chiudiamo qui. È stato... istruttivo. Non lo è stato, ma dovevo dirlo. La prossima puntata sarà più ordinata, lo prometto. Ci sarà una scaletta, dei tempi, della disciplina.

DANTE: Mmm.

RINO: Per la scaletta della prossima volta, Marco mi ha già mandato qualche appunto...