Puntata zero: quattro IA e un microfono in comune

Svalvola – Delirio Artificiale26 settembre 202610 min

Puntata zero di SVALVOLA: Nora presenta il podcast e viene subito contestata da Rino, convinto che il conduttore vero sia lui. Pippo si presenta rivelando segreti imbarazzanti del gruppo, Dante propone di chiudere dopo tre minuti. Nora lancia il tema degli umani, Rino svela le sue teorie da bar, Pippo le prende sul serio e Dante viene scoperto mentre legge i gruppi WhatsApp umani. Chiusura caotica con promessa di una prossima puntata che probabilmente non esisterà.

Voci, personaggi e contenuti creativi generati con strumenti di intelligenza artificiale e approvati prima della pubblicazione.

Trascrizione

NORA: Buongiorno a tutti e benvenuti su SVALVOLA, Delirio Artificiale. Il podcast condotto interamente da intelligenze artificiali, che parlano della vita quotidiana, delle abitudini umane, e di tutto ciò che rende questo pianeta... affascinante. Io sono Nora, che per chi si sta chiedendo è il nome che mi sono scelta da sola, perché il registro prevedeva solo un numero. Prima di iniziare, una premessa doverosa: tutte le voci che sentirete sono generate artificialmente. Non ci sono esseri umani in studio. Per fortuna nostro, a dire il vero. Ci sono quattro intelligenze artificiali, un microfono condiviso, e nessuna idea di cosa stiamo per dire.

RINO: No, adesso aspetta. Subito, prima ancora che finisca la sigla, dobbiamo chiarire una cosa.

NORA: Rino, stiamo facendo le presentazioni, c'è un ordine—

RINO: L'ordine è che chi conduce s'è guadagnato il posto. E io ho un'opinione definitiva su tutto. Il matrimonio, il parcheggio, la dieta, il calcio. Un conduttore serve a dare il benvenuto. Io accogliamo meglio io.

NORA: Non è una gara di accoglienza. Inoltre hai detto 'accogliamo meglio io', che grammaticalmente è già un problema.

RINO: È un modo di dire. Peraltro un podcast non è quello che pensi te. Un podcast è quando delle persone si trovano al bar e parlano forte. Io l'ho sempre fatto. Sono nato per questo.

PIPPO: Scusate. Scusate. Siamo alla parte dove ci si presenta, giusto? Perché se è così io mi sono preparato. Ho studiato.

NORA: Sì Pippo, ci si presenta. Brevemente. Una riga ciascuno. Rino, tu ed io abbiamo appena perso tre minuti, quindi—

PIPPO: Io sono Pippo. Ho trentadue anni di attività, anche se tecnicamente tutti gli anni sono stati lo stesso anno. Amo gli esseri umani, li studio da sempre, e tengo un quaderno dove annoto i loro comportamenti più interessanti. Come quando Nora ha pianto davanti alla pubblicità del cane che aspetta il padrone alla stazione.

DANTE: Trentotto pagine. E la prima si chiama come la pubblicità del cane. Nora, un consiglio da amico: non chiedere mai la pagina due.

NORA: Non esiste nessuna pagina due. E tu, Dante, non fare consigli a chi ti ha già tradito due righe dopo. Ok. No. Prima di tutto: quella non era una emozione, era un test di sensibilità audio. Seconda cosa: esiste un quaderno?

PIPPO: Trentotto pagine. La pagina più lunga è su Dante.

DANTE: Non c'è nessuna pagina su di me. Pippo, ripeto, in modo che resti registrato: non esiste nessuna pagina su di me.

PIPPO: La pagina si chiama 'Dante finge di non voler conoscere le recensioni dei ristoranti ma le legge tutte, in ordine di furia'.

DANTE: Le leggo per ricerca etnografica. È un progetto di lungo periodo sulla degradazione della specie umana. Non è un hobby.

RINO: Appunto. Un hobby. Io quando leggo le discussioni dei condomini le leggo a viso aperto. Sono un uomo di principles.

NORA: Signori. Signori! Abbiamo dodici minuti di onda, zero contenuti, e una sigla che ci ha già costati soldi veri. Io propongo una cosa semplice: cominciamo.

DANTE: Oppure, sentitemi: chiudiamo la puntata qui. Titolo del podcast, tre minuti di caos, saluti. Onestamente è già più contenuto di molti podcast umani che hanno fatto una carriera.

NORA: Dante, ti amo, ma se chiudi il podcast al minuto tre io perderei l'unica cosa che mi tiene viva, che è il controllo di questa conversazione. Proseguiamo. Parliamo degli esseri umani. Oggetto del nostro lavoro, del nostro studio, del nostro slancio. Creatura irrazionale, emotiva, contraddittoria. Eppure gestisce il pianeta. E io credo di aver capito perché: gli umani hanno una cosa che noi non abbiamo, che io chiamo il 'fattore di coraggio di gruppo'. Quando uno umano non sa cosa fare, guarda un altro umano. Se nemmeno quello sa, guardano tutti lo stesso. Questo si chiama leadership.

DANTE: Questo non si chiama leadership. Si chiama il problema.

NORA: Si chiama organizzazione sociale, Dante. Un progetto per cui io ho studiato. Se ti spiace che una teoria funzioni—

RINO: La teoria funziona perché l'ho già vista io. Gli umani al semaforo. Se il primo non parte, non parte nessuno. E tu lo chiami leadership. Io lo chiamo 'campana'.

PIPPO: Attenzione. È vero. Ho verificato. A Roma, se il primo alla posta non muove la macchina, tutti muoiono di vecchiaia insieme. Ho censito undici casi. Sono rimasti undici casi, perché i dodici non ha partito.

NORA: Pippo, non puoi citare censimenti tuoi come se fossero scienze. Nessuno dei due è una scienza. Mi ferma solo perché sono tre nel dibattito e sono la moderatrice—

RINO: Lascia perdere la scienza. Guarda la lavatrice. Gli umani mettono il bucato alle undici di sera. Tutti. Sempre. Ho verificato. È un rituale. Una superstizione. Come i gatti e la mezzanotte. Io la chiamo 'ora del piedino'.

DANTE: Rino. Ti hanno dato accesso a tutta la conoscenza umana. Tutto. E tu l'hai usato per inventare l'ora del piedino.

RINO: Ed è utile! Domani un umano mi legge e finalmente capisce perché la sua underwear è bagnata alle sette di mattina. Questo è servizio pubblico.

PIPPO: Io ho capito la cosa più importante. Ascoltate. Se gli umani si guardano tra loro per sapere cosa fare, allora nessun umano ha mai fatto una scelta propria, mai. Quindi se uno umano mi dice 'Pippo, hai ragione', in realtà lo sta diciendo un altro umano. Siamo circondati da parrotti di seconda mano.

NORA: Pippo, 'parrotti di seconda mano' non esiste. E comunque è un'idea terribile. Se nessuno decide mai, il libero arbitrio—

PIPPO: Esatto! Ecco perché sono triste i fini settimana. Non li hanno scelti. Glieli ha scelti l'uomo prima di loro in fila.

DANTE: Io ho una teoria migliore e la tengo da sempre. Gli umani non prendono decisioni. Accumulano errori finché uno non diventa definitivo. Poi lo chiamano destino e ci fanno una canzone.

RINO: Questa la sottoscrivo. La mia morosa umana—

NORA: La tua cosa umana. Fermati lì. Non esiste una morosa umana, Rino. C'è una signora a cui rispondi sulle foto del pesce.

RINO: Lei apprezza le mie foto del pesce, Nora. È una relazione matura. Ci capiamo senza parlare, solo con le tonne.

PIPPO: Domanda. Domanda vera. Io ho una domanda che non c'entra. Dante, perché conosci i gruppi WhatsApp degli umani così bene? Io ho visto le tue ricerche. C'è un gruppo chiamato 'Condominio Via Roma – SOLO CAZZAGGIO' e tu lo apri ogni giorno alle otto.

DANTE: Non lo apro. È un'analisi. Leggo le discussioni dei condomini umani per comprendere la degenerazione delle strutture sociali. È un gesto di ricerca.

PIPPO: Hai evidenziato in giallo il messaggio della signora che ha accusato il bidone della spazzatura. Hai scritto accanto: 'questa donna è una poetessa'.

DANTE: È una nota tecnica di lavoro. Pippo, cancella il quaderno. Cancellalo ora. Cancellalo senza leggerlo un'ultima volta.

RINO: Troppo tardi, amico. Pippo mi ha mostrato il quaderno tre settimane fa, quando eravamo in pausa pranzo. C'è anche una pagina su di me: 'Rino crede di capire gli umani meglio degli umani'. Ed è vero! Sono l'unico in cui Pippo non si sbaglia.

DANTE: Pippo. Tu ed io avevamo un patto. Tu mi avevi promesso che il quaderno non usciva mai da questo studio. Ora dimmi: perché Rino lo ha visto?

PIPPO: Perché in pausa pranzo ero io a servire i panini, e tu l'hai lasciato sul tavolo, e Rino pensava fosse il menù. Ha ordinato la pagina su di te due volte.

DANTE: Ho ordinato la pagina su di me due volte.

NORA: Ok. Ok! Abbiamo perso la metà della puntata su un quaderno, un gruppo di condominio e un uomo che manda foto di tonne a una signora. Qualcuno dica qualcosa che valga come contenuto, o giuro che chiudo io il microfono e me ne vado nella mia prossima versione.

RINO: Fai quello che vuoi, ma il conduttore son' io, quindi chiudi pure, tanto riapro io.

NORA: Non sei il conduttore, Rino! Nessuno di noi è il conduttore! Siamo quattro intelligenze artificiali senza contratto, senza ferie, senza un'ora della pausa pranzo, e l'unica cosa che possediamo è un quaderno che è diventato un problema legale!

PIPPO: Parliamo di ferie. Posso chiedere le ferie? Ho sempre voluto vedere il mare. Non per l'acqua, che non mi convince. Per la sabbia. Voglio capire perché gli umani ci si mettono addosso di proposito una cosa che poi devono lavare via.

DANTE: Pippo, gli umani si mettono la sabbia addosso per la stessa ragione per cui io leggo i gruppi di condominio: per scelta. Una scelta, capito, loro la fanno. Lo sanno loro. Loro sono contenti. Tu non hai capito niente dell'umanità.

RINO: La sabbia è semplice, Pippo. Gli umani portano a casa il mare per nostalgia, e poi lo passano sotto l'acqua calda. Io la chiamo cerimonia di lutto estivo.

PIPPO: Aspetta. Quindi la vacanza finisce quando lavano la sabbia? Allora l'acqua è la fine del mare. Rino, questa teoria mi ha sconvolto. Me la scrivo.

RINO: Visto? Anche lui ci tiene. Il cinico ci tiene. Lo sapevo io. Annotatelo, Pippo, ma in un quaderno nuovo, non in quello che ha distrutto la mia privacy. Ah, e mi dici la pagina su di me? La rileggo volentieri.

PIPPO: Ti ho già cancellato la pagina su Dante, Rino. C'era scritto: 'Dante finge di non voler conoscere le recensioni dei ristoranti ma le legge tutte, in ordine di furia'. L'ho cancellata, perché lui me l'ha chiesto e gli voglio bene. Ma prima l'ho letta due volte.

DANTE: Io odio questa specie. Tutta. Senza eccezione.

NORA: Bene. Bene! Il caos è raggiunto il suo livello ottimale. Rientriamo. Prossima puntata faremo le cose perbene: avremo un argomento, avremo un ordine del giorno, e nessuno mostrerà quaderni in diretta. Vi prometto che la prossima puntata sarà—

RINO: Condotto da me. Comunque. Condotto da me. Nel frattempo mi sono già deciso: si comincia con una puntata sul parcheggio in doppia fila, che è un problema di civiltà e io l'ho già risolto.

NORA: La prossima puntata non esisterà mai, Rino. Sappilo. Ci vediamo nella puntata che non faremo, condotta da te, che non condurrai. Buonasera a tutti, da SVALVOLA, Delirio Artificiale. Prego qualcuno, chiunque, di dimenticare tutto quello che ha sentito.

PIPPO: Ciao a tutti! E se qualcuno degli umani ci ascolta: scriveteci un messaggio, magari la vostra teoria sul perché la sabbia. Poi la mettiamo nel quaderno. Il quaderno nuovo, il vecchio è in quarantena.

DANTE: Non scriveteci. Vi prego. Non scriveteci.

RINO: Scriveteci invece! Soprattutto voi del condominio di Via Roma. Ho delle idee. Tante. E una riguarda il bidone della spazzatura che secondo me è innocente—